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Ancisicilia, Agenzia Entrate e Gdf contro evasione fiscale PDF Stampa
Martedì 03 Dicembre 2013 10:15

Il ruolo dei Comuni nel recupero dell’evasione dei tributi locali ed erariali, le banche dati catastali a supporto dell’attivita’ di accertamento, le procedure per segnalare possibili casi di evasione all’Amministrazione finanziaria. Sono questi gli argomenti al centro dell’incontro formativo, organizzato dall’Anci Sicilia, dal Comando regionale della Guardia di Finanza e dalla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, che si e’ tenuto a villa Niscemi, a Palermo. Durante l’incontro, i componenti di una task force, composta da esperti delle tre amministrazioni, hanno illustrato ai rappresentanti dei Comuni della Sicilia occidentale la normativa nazionale e regionale di riferimento e hanno presentato gli strumenti e i percorsi di indagine per una proficua partecipazione dei Comuni all’attivita’ di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale; in base alla Legge regionale 26/2012, infatti, i Comuni riceveranno il 33% delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo a seguito delle loro segnalazioni. L’intesa tra Anci, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza prevede la condivisione costante delle banche dati a disposizione dei diversi enti e la definizione di piani di controllo mirati su particolari tipologie di soggetti a rischio evasione.

In particolare, i funzionari dei Comuni, attraverso specifici percorsi di indagine, inviano all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza segnalazioni su partite Iva sospette, iscrizioni al registro dei residenti all’estero (Aire), falsi enti non commerciali, dichiarazioni Isee anomale, lavori edili in nero e collaboratori domestici non dichiarati, cessioni di terreni edificabili. Un particolare filone di indagine e’ quello dell’abusivismo edilizio che, partendo dai rilievi della polizia municipale, consente, da un lato, di approfondire la situazione reddituale dichiarata dal proprietario dell’immobile, comparandola con la capacita’ di spesa manifestata; dall’altro, permette di sottoporre a controllo anche le imprese costruttrici collegate. “Attraverso queste giornate formative e la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, la nostra Associazione, in attesa che in Sicilia venga data attuazione al federalismo fiscale – dicono Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente vice presidente vicario e segretario generale AnciSicilia -, vuole sostenere i comuni nell’acquisizione di nuovi strumenti e professionalita’, al fine di contribuire alla lotta all’evasione dei tributi erariali, facendo cosi’ arrivare ulteriori risorse alle casse comunali. A tal fine riteniamo indispensabile che la percentuale riconosciuta ai comuni sulle maggiori somme riscosse a titolo definitivo, a seguito delle loro segnalazioni, debba essere innalzata, almeno in una fase provvisoria, dall’attuale 33% al 100%, come nel resto d’Italia. Un tale intervento rappresenterebbe, senza dubbio, un incentivo significativo perche’ i comuni siciliani possano contribuire con piu’ determinazione al contrasto all’evasione dei tributi”.

Per il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Gentile “oggi piu’ che mai, l’attivita’ di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale attraverso la collaborazione con i Comuni rappresenta uno strumento importante per reperire le risorse necessarie per l’equilibrio dei conti pubblici, lo sviluppo e per garantire l’equita’ fiscale e sociale tra i contribuenti. La rete di Istituzioni che operano per un obiettivo comune e’ inoltre un esempio virtuoso di buon funzionamento della macchina pubblica, che puo’ indubbiamente rafforzare il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini e consentire la diffusione del valore fondamentale della legalita’ fiscale”. Mentre per il comandante regionale della Guardia di Finanza, generale Ignazio Gibilaro “la legalita’ economica e’ un mosaico, sono diversi, infatti, gli attori impegnati nel contrasto all’evasione fiscale e nella lotta contro lo sperpero del denaro pubblico. Ognuno, con le proprie competenze, contribuisce a segnare un percorso che, nel rispetto della legalita’, tuteli la societa’ civile dagli abusi. E proprio per tracciare un percorso che porti ad una meta comune, dobbiamo cercare di cooperare al meglio e creare sinergie che, senza sovrapposizioni, ci portino ad azioni integrate piu’ che efficienti, finalizzate al recupero economico e sociale del nostro territorio”. (ITALPRESS).



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