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Mutui in Italia, ancora calo (-7,5%) nel 4° trimestre 2013. Dalle banche 466 mln in meno PDF Stampa
Martedì 08 Aprile 2014 10:23

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 5.775,20 milioni di euro nel quarto trimestre del 2013, -7,5% rispetto allo stesso trimestre del 2012 per un controvalore di -466,56 mln di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel Bollettino Statistico I-2014 pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Aprile 2014.

L’andamento delle erogazioni trimestrali, in raffronto ai periodi precedenti, conferma la tendenza alla contrazione in corso dall’inizio del 2011. A partire dal secondo trimestre 2012 si configura un miglioramento del quadro complessivo del mercato del credito che dà i primi segnali di una moderata ripresa verso una situazione di maggiore stabilità. I costi di approvvigionamento sui mercati interbancari restano comunque su valori ancora elevati, seppur in miglioramento, ed influenzano l’offerta.

Fra le note che inducono a un rinnovato ottimismo c’è senza dubbio l’aumento della domanda di mutui da parte delle famiglie, le quali, nonostante dati non proprio brillanti che riguardano l’andamento dei consumi e il mercato del lavoro, denotano una crescente fiducia rispetto alle prospettive future.

Bisognerà attendere i prossimi mesi per vedere se la crescita della domanda comporterà una nuova fase di dinamismo da parte degli istituti di credito che gestiscono l’offerta, questi continuano e continueranno comunque a prestare particolare attenzione al rischio di credito e i clienti dovranno dimostrare una buona capacità di risparmio e una situazione economica stabile.

Negli ultimi 12 mesi (intero anno 2013) sono stati erogati alle famiglie italiane finanziamenti per l’acquisto della casa per 21.503,92 mln di euro; il saldo annuo, se confrontato con l’intero 2012, segna un calo dei volumi pari al -13,1%, per un controvalore di -3.252,75 mln di euro.

Tutte le macroaree italiane hanno registrato valori in ribasso anche nel quarto trimestre del 2013. L’Italia Nord-Occidentale si conferma al primo posto per volumi erogati (2.030,25 mln di euro), in calo del 7% rispetto al quarto trimestre 2012; stessa variazione percentuale per il Mezzogiorno, in cui sono stati erogati 670 mln di euro, praticamente il doppio rispetto all’Italia Insulare, che con -15% è la macroarea che più ha ridotto i propri volumi. L’area che perde meno è il Nord-Est, che cedendo il 5,4% fa segnare erogazioni pari a 1.450 mln di euro; nella macroarea Italia Centrale, infine, sono stati erogati 1.300 mln di euro, per un controvalore di -9%.

Osservando l’intero anno solare 2013 il Nord-Est risulta ancora l’area che meno ha subito gli impatti dell’involuzione sul mercato dei mutui (-7,4%), l’erogato complessivo è pari 5.000 mln di euro allo stesso modo dell’Italia Centrale, che evidenzia una variazione negativa del 13%. Dal punto di vista del totale dei volumi erogati, la Macroarea Nord-Occidentale rimane quella che più incide, con 7.600 mln di euro erogati, anche se registra un calo del 13,9% nelle erogazioni. In calo anche il Mezzogiorno (-17,3%) con 2.600 mln di euro; chiude l’Italia Insulare, che ha fatto erogare 1.255 mln di euro pari al 20,6% in meno rispetto all’anno scorso.

Regioni

IV trimestre 2013

Nel quarto trimestre 2013 si registrano ancora volumi in calo, con variazioni tendenzialmente più contenute e che non superano il -15% ad eccezione di Abruzzo (-16%), Calabria (-17%), e Molise (-24%). Mentre le performance peggiori si riscontrano in Trentino-Alto Adige (che inverte la tendenza dei trimestri scorsi) e Sardegna, che fanno segnare -31,4% e -36,1%.

In quest’ultima rilevazione si evidenzia l’Emilia-Romagna, che ha incrementato i propri volumi del 14,1% rispetto al quarto trimestre 2012. Positivi gli andamenti di Basilicata, che fa segnare un aumento dell’1,1% e Puglia, che chiude sostanzialmente in pareggio (+0,2%).

Lombardia e Lazio si confermano leader per erogazioni, con volumi pari a 1.439,70 e 722,75 mln di euro, in calo del 4,7% e dell’11,9% rispettivamente.

Ultimi dodici mesi

Il 2013 fa registrare variazioni al ribasso, ma la diminuzione è più contenuta rispetto ai trimestri precedenti. I ribassi più consistenti si registrano in Campania (-24,9%), Abruzzo (-28,5%) e Sardegna (-31,8%); dalla parte opposta la discesa dei volumi è più contenuta per Puglia, Trentino-Alto Adige, Molise, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta (da -3% a -9%). L’unica regione che ha incrementato i propri volumi è l’Emilia Romagna, che chiude l’anno con un leggero aumento (+0,8%).

La Lombardia è la regione che maggiormente contribuisce ai volumi nazionali arrivando al 24,93%, seguita dal Lazio con 12,51% e da Emilia-Romagna e Veneto (entrambe attorno al 10%). Le prime quattro regioni contribuiscono per più della metà dei volumi erogati a livello nazionale.

Per ovvie ragioni di dimensioni e di territorio, Basilicata, Valle d’Aosta e Molise sono le regioni che meno contribuiscono ai volumi totali.

Province

IV trimestre 2013

Circa un terzo delle 110 province italiane ha evidenziato un aumento delle erogazioni rispetto a quanto rilevato nel quarto trimestre 2012. La prima di queste, Reggio Emilia, ha erogato ben il 167,3% in più; con +158,2%, la provincia di Barletta-Andria-Trani conferma il trend positivo cominciato all’inizio dell’anno. Raddoppiano i volumi Ogliastra e Carbonia-Iglesias (+98,7% e +89,7%), molto bene anche altre province del Sud Italia, ossia Crotone (+78%), Enna (+65%) e Benevento (+58%).

In fondo alla classifica c’è la provincia di Belluno, -70% in meno; Rovigo e Nuoro dimezzano i volumi e non molto bene Trento, Cagliari, Reggio Calabria e Sassari.

Ultimi dodici mesi

Nell’intero anno 2013 quasi tutte le provincie italiane hanno mostrato un calo dei volumi erogati. Sulla scia dell’ottimo andamento trimestrale, si segnalano le variazioni positive delle province di Barletta-Andria-Trani (+133,3%), Medio Campidano (+72,8%) e Reggio Emilia (+36,3%); in evidenza anche Monza-Brianza, con +22,6%. La contrazione più elevata, con -49,5%, si registra a L’Aquila, seguita da Sassari (-45,8%) e Nuoro (-41,3%); valori negativi anche per alcune province dell’Italia Insulare: Reggio Calabria, Ragusa, Oristano fanno registrare cali compresi tra -30% e -35%.

Importo medio di mutuo

Grazie ala base dati interna all’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa è stata analizzata la tendenza rispetto alla quantificazione media dell’importo di mutuo, l’indicatore è da intendersi riferito alla media delle operazioni erogate nei dodici mesi antecedenti la data di rilevazione. Nel quarto trimestre del 2013, a livello nazionale, è stato rilevato un aumento del ticket medio di mutuo rispetto a quanto era stato rilevato durante il precedente trimestre.

Il ticket medio nazionale si è attestato a circa 111.600 €, in aumento rispetto a quanto rilevato nel terzo trimestre 2013 (110.300 €), dunque una maggiore quota media erogata per singolo finanziamento (+1,2%), pari a circa 1.300 €.

Il ticket medio di mutuo visto a livello regionale continua ad essere per ragioni socio-economiche difforme sul territorio nazionale; la regione con il valore più alto è la Lombardia, con 121.100 €, in aumento del 3,8% su base trimestrale. Il valore più basso è stato registrato in Calabria, dove il ticket medio è 82.100 €, in calo del 5,8%. Tra le performance migliori ci sono quelle della Sicilia, che fa registrare +12,6% (ticket medio 112.400 €) e della Puglia (+9,6%, ticket medio 115.600 €). Bene anche Liguria (+8,6%), Toscana (+6,7%) ed Emilia-Romagna (+4,2%): in tutte e tre le regioni gli importi medi di mutuo sono di 106-107.000 €.

I tassi d’interesse

Le dinamiche economico-finanziarie che hanno influenzato l’Area Euro a partire da Agosto 2011 hanno spinto la Banca Centrale Europea a ritoccare più volte al ribasso il Tasso di Riferimento BCE.

Gli interventi da parte di quest’ultima hanno avuto inizio a partire da Novembre 2011 con un taglio di -25bps, per ripetersi successivamente fino ad arrivare all’ultimo del mese di Novembre 2013 che, con -25bps, ha portato il tasso BCE allo 0,25%.

Come di consueto, il tasso Euribor (3 mesi) ha seguito la tendenza degli interventi della BCE: dai massimi degli ultimi due anni (1,60% a Luglio 2011), ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato rapidamente alla sua quotazione media mensile minima di sempre a Dicembre 2012 quando ha fatto registrare un valore di 0,18%, si è quindi attestato intorno a 0,20% per tutto il 2013 e a Marzo 2014 quota 0,31%.

L’Eurirs (20 anni) ha iniziato una nuova fase ribassista nel mese di Aprile 2011, quando l’indice quotava 4,05%, ed è arrivato a scendere al suo minimo nel Giugno 2012 quando ha fatto registrare una quotazione di 2,13%. Da segnalare che, contrariamente all’Euribor, l’Eurirs nel secondo semestre 2012 e nei primi due mesi del 2013 è tornato a crescere fino al 2,43% del Febbraio 2013, poi è sceso a quota 2,17% lo scorso mese di Aprile 2013 per risalire al 2,74% a Settembre 2013 e attestarsi a 2,41% a Marzo 2014.

Stando alle dinamiche dei tassi di fine 2013 e ipotizzando di dover sottoscrivere un nuovo mutuo ipotecario dell’importo di 120.000 euro per una durata di 20 anni, ad uno spread medio indicativo di mercato pari a 2,80 bps: se scegliessimo un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata mensile di 806 euro; se optassimo invece per un mutuo a tasso variabile, la rata ammonterebbe a 672 euro con un risparmio di 134 euro mensili. E’ aumentata la forbice a favore del tasso variabile e adesso si attesta intorno ai medesimi valori alla seconda metà dell’anno scorso.

EconomiaSicilia.it



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