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Confindustria: Sicilia Hub nel Mediterraneo dei mercati bio PDF Stampa
Giovedì 17 Aprile 2014 09:18

Fare dell’Italia, e della Sicilia in particolare, un hub nel Mediterraneo dei mercati bio, con una particolare attenzione a quelli halal e kosher, rispettosi cioe’ delle regole stabile nel Corano per i Musulmani e nella Torah per gli Ebrei. Dal pane al formaggio, dalla pasta al vino, dall’olio al caffe’, l’elenco dei prodotti certificabili e’ vastissimo e il settore e’ in forte espansione: basti pensare che il solo segmento halal vale qualcosa come tre miliardi di euro l’anno, in crescita del 15%. Requisito indispensabile, che gli standard previsti dai due mercati vengano applicati nella “produzione, nella logistica e nella commercializzazione”. Di questo si e’ discusso presso la sede di Confindustria Sicilia, a Palermo, nell’ambito del seminario “Promozione delle certificazioni agroalimentari del Made in Italy”, voluto dal Ministero dello Sviluppo Economico, e realizzato in collaborazione con FederBio, Federalimentare e Enterprice Europe Network. Un progetto, che si e’ avvalso delle competenze tecniche di Fiere di Parma e del contributo dell’Unione delle Comunita’ ebraiche italiane e del Centro islamico culturale d’Italia per le tematiche culturali e scientifiche di rispettiva competenza, e che mira a diffondere la certificazione di qualita’ dei prodotti biologici e delle certificazioni religiose Halal e Kosher, quali leve di marketing e strumenti per la promozione e la protezione delle eccellenze alimentari del Made in Italy e il rafforzamento della competitivita’ del sistema produttivo nazionale nei mercati esteri.

“Si tratta – ha detto il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Nino Salerno – di un mercato interessante per le nostre aziende. Basti pensare che negli Stati Uniti, dove il giro d’affari cresce di anno in anno, non sono solo gli Ebrei (circa 6 milioni) e i Musulmani (circa 8 milioni), a guidare il mercato, ma molti altri consumatori si stanno rivolgendo ai prodotti certificati kosher, halal e bio perche’ vengono percepiti come piu’ sicuri e piu’ sani. Non a caso nel paese c’e’ un’alta percentuale di catene di supermercati che li richiede ed e’ per questo che sempre piu’ aziende manifestano un forte interesse nell’ottenere questo tipo di certificazioni per l’opportunita’ che queste possono dare nell’entrare e competere in nuovi mercati”. (ITALPRESS)



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